MORTALITÀ DELLE AZIENDE ITALIANE: LE AZIENDE CESSATE NEL 2017


La demografia di impresa in Italia nel 2017 ha fatto registrare un cambio di tendenza rispetto a quanto visto nelle ultime due annualità. Continua la ricostruzione del sistema imprenditoriale italiano: dopo due anni in aumento, infatti, torna a scendere in maniera significativa la mortalità delle aziende italiane.

aziende cessate nel 2017

 

Nell’anno appena trascorso nel nostro Paese sono cessate oltre 312mila imprese, una diminuzione di circa cinque punti e mezzo percentuali (-5,5%) rispetto a quanto fatto registrare nel 2016 e di circa quattro punti rispetto al 2015 (-4%). Segnali positivi che testimoniano un miglioramento e che fanno sperare, seppur in maniera cauta, nella ripresa economica.

La distribuzione territoriale delle cessate presenta sostanziali differenze ed è correlata alla demografia delle aziende italiane nelle diverse aree geografiche. Circa un’azienda cessata su due (47,1%) si concentra nel Nord-Italia (-0,7% rispetto al 2016), il 30,7%  nel Sud-Italia e nelle Isole (-0,% dal 2016) e il restante 22,2% al Centro (+1,1% dal 2016). La Lombardia con poco meno di 50mila unità e un’incidenza del 15,9% sul totale nazionale, si conferma la regione con il più alto numero di attività cessate. Seguono il Lazio (10,1%), la Campania (8,8%), l’Emilia-Romagna (8,5%), il Piemonte (8,3%),  il Veneto (7,9%), la Toscana (7,5%), la Puglia (7%) e la Sicilia (6,4%).

Pochi cambiamenti anche a livello provinciale. Prima la provincia di Roma (7.5%) che vede aumentare le imprese cessate dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Seguono le province di Milano (5,4%), Torino (4,4%), Napoli (4,1%), Bari (2,6%), Salerno (2,1%), Brescia (2,1%), Firenze (1,9%), Bologna (1,8%) e Bergamo (1,7%).

Situazione sostanzialmente invariata a livello di settori merceologici. Anche nel 2017  i commercianti sono i più colpiti. Un’azienda cessata su tre, infatti, appartiene al commercio (31,4%: il 18,6% tra i commercianti al dettaglio e il 12,8% tra quelli all’ingrosso). Seguono il comparto delle costruzioni con il 16,3% (di cui l’11,1% tra i lavori di costruzione specializzati) e il manifatturiero con il 9,1%.

Infine diminuisce ulteriormente la percentuale delle cessate a forma individuale, che in quattro anni sono scese di circa otto punti percentuali e mezzo (-8,5%),  passando dal 75,8% del 2014 al 67,3% del 2017. Le società di persone rappresentano invece il 14,4% del totale, mentre le società di capitali il 18%. Tra quest’ultime è significativa la percentuale del 14,9% delle società a responsabilità limitata.  

 

 

MORTALITÀ DELLE AZIENDE ITALIANE: LE AZIENDE CESSATE NEL 2017


La demografia di impresa in Italia nel 2017 ha fatto registrare un cambio di tendenza rispetto a quanto visto nelle ultime due annualità. Continua la ricostruzione del sistema imprenditoriale italiano: dopo due anni in aumento, infatti, torna a scendere in maniera significativa la mortalità delle aziende italiane.

aziende cessate nel 2017

 

Nell’anno appena trascorso nel nostro Paese sono cessate oltre 312mila imprese, una diminuzione di circa cinque punti e mezzo percentuali (-5,5%) rispetto a quanto fatto registrare nel 2016 e di circa quattro punti rispetto al 2015 (-4%). Segnali positivi che testimoniano un miglioramento e che fanno sperare, seppur in maniera cauta, nella ripresa economica.

La distribuzione territoriale delle cessate presenta sostanziali differenze ed è correlata alla demografia delle aziende italiane nelle diverse aree geografiche. Circa un’azienda cessata su due (47,1%) si concentra nel Nord-Italia (-0,7% rispetto al 2016), il 30,7%  nel Sud-Italia e nelle Isole (-0,% dal 2016) e il restante 22,2% al Centro (+1,1% dal 2016). La Lombardia con poco meno di 50mila unità e un’incidenza del 15,9% sul totale nazionale, si conferma la regione con il più alto numero di attività cessate. Seguono il Lazio (10,1%), la Campania (8,8%), l’Emilia-Romagna (8,5%), il Piemonte (8,3%),  il Veneto (7,9%), la Toscana (7,5%), la Puglia (7%) e la Sicilia (6,4%).

Pochi cambiamenti anche a livello provinciale. Prima la provincia di Roma (7.5%) che vede aumentare le imprese cessate dello 0,8% rispetto all’anno precedente. Seguono le province di Milano (5,4%), Torino (4,4%), Napoli (4,1%), Bari (2,6%), Salerno (2,1%), Brescia (2,1%), Firenze (1,9%), Bologna (1,8%) e Bergamo (1,7%).

Situazione sostanzialmente invariata a livello di settori merceologici. Anche nel 2017  i commercianti sono i più colpiti. Un’azienda cessata su tre, infatti, appartiene al commercio (31,4%: il 18,6% tra i commercianti al dettaglio e il 12,8% tra quelli all’ingrosso). Seguono il comparto delle costruzioni con il 16,3% (di cui l’11,1% tra i lavori di costruzione specializzati) e il manifatturiero con il 9,1%.

Infine diminuisce ulteriormente la percentuale delle cessate a forma individuale, che in quattro anni sono scese di circa otto punti percentuali e mezzo (-8,5%),  passando dal 75,8% del 2014 al 67,3% del 2017. Le società di persone rappresentano invece il 14,4% del totale, mentre le società di capitali il 18%. Tra quest’ultime è significativa la percentuale del 14,9% delle società a responsabilità limitata.  

 

 

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