CON LA CULTURA SI MANGIA. UNO SGUARDO ALLA FILIERA CULTURALE IN ITALIA.

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La cultura è uno dei motori trainanti dell’economia del nostro Paese. Il sistema produttivo culturale, infatti, formato da istituzioni pubbliche, aziende private e associazioni non profit è in grado di generare circa 96 miliardi di euro, stimolare altri settori dell’economia, arrivando a muovere oltre 265 miliardi di euro e dare lavoro a più di 1,5 milioni di italiani.

settore culturale italia

Insomma non solo con la cultura si mangia, ma è possibile far crescere e sviluppare l’economia di un intero Paese. Nell’approfondimento di questo mese indagheremo proprio questo settore, cercando di capire più a fondo struttura, caratteristiche e peculiarità delle realtà che lo compongono.
Le quasi 90mila imprese della filiera culturale in Italia si concentrano in maniera forte nella parte settentrionale della penisola: oltre un’azienda su due, infatti, si trova nel Nord-Ovest (32,2%) e nel Nord-Est (23,4%). La Lombardia è la regione con la più alta densità di imprese con circa il 22,1% del totale, completano le prime dieci posizioni della classifica il Lazio (15,3%), il Veneto (8,6%), l’Emilia-Romagna (8,3%), il Piemonte (7,8%), la Toscana (6,7%), la Campania (6,6%), la Sicilia (4,8%), la Puglia (4,6%) e le Marche (3%). Milano è la prima provincia italiana con il 12,1% delle aziende, seguita da Roma (10,6%), Torino (4,8%) e Napoli (3,5%).
Tra le imprese della filiera culturale italiana circa il 45,9% è attiva nel settore delle industrie creative, dove le principali componenti sono rappresentate dalla comunicazione (25,2%), la grafica e il design (16,7%) e l’architettura (2,2%).
Le imprese appartenenti alle industrie culturali (stampa, radio, televisione cinema e industria libraria) sono invece il 42,1%, con un peso significativo delle aziende che creano videogiochi e software (24,8%), l’editoria (7,8%), la produzione di film, radio-tv (8,3%) e l’industria discografica (1,2%).
Le arti performative e dell’intrattenimento rappresentano il 12% del totale, mentre il rimanente 1,5%, di cui un terzo sono musei, è composto dalle imprese operanti nella gestione del patrimonio storico e artistico, in grandissima parte amministrati da istituzioni appartenenti al settore pubblico.
Le maglie del tessuto imprenditoriale del settore è caratterizzato in larga parte da piccole realtà, per il 44,6% ditte individuali e per il 41,3% da società di capitali. Sul fronte occupazionale oltre nove imprese su dieci impiegano meno di 5 dipendenti (la media dell’intero comparto è di 5,2 unità) e nel 63,4% dei casi hanno una compagine a prevalenza maschile, percentuale che sale al 76,9% se si considerano le società con a capo un uomo.
Le imprese di cui si conosce il fatturato si attestano per il 6,1% nella fascia 50.000 - 99.999 €, per il 12,8% nella fascia 100.000 - 499.999 €, per il 3,7% nella fascia 500.000 - 999.999 €, e per il 3,8% nella fascia 1.000.000 - 4.999.999 €. Agli estremi della distribuzione troviamo un 4% che fattura al di sotto dei 50.000 € e solo il restante 0,3% che ha invece un fatturato annuo superiore ai 5.000.000 €.

Nella “top ten” delle attività con il maggior fatturato troviamo:
1) Accenture Spa
2) Giorgio Armani Spa
3) Engineering Ingegneria Informatica Spa
4) Ubi Sistemi E Servizi Scpa
5) Ntt Data Italia Spa
6) Italiaonline Spa
7) Rai Cinema Spa
8) Consorzio Operativo Gruppo Montepaschi Scpa