IL SETTORE GREEN IN ITALIA

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In occasione della Giornata della Terra proponiamo uno studio sulla green economy in Italia. In generale la green economy si contrappone alla cosiddetta brown economy, modello caratterizzato dallo sfruttamento delle risorse naturali e dall’impatto negativo che le attività industriali hanno a livello ambientale, sociale e sulla qualità della vita in generale. Lo sviluppo dell’economia verde, rappresenta una tematica di estrema attualità, in quanto propone un’alternativa ai modelli di sviluppo economico tradizionali, mostrando aspetti significativi se valutati dal punto di vista delle ricadute occupazionali ed economiche.

settore turistico


La “green economy” raccoglie al suo interno un ampio numero di attività economiche che possono essere divise in due macro-aree: la salvaguardia del patrimonio naturale e l’efficienza energetica e la gestione delle risorse naturali. Nello specifico la popolazione nazionale del settore si divide tra le imprese impegnate nelle silvicoltura e la tutela del patrimonio boschivo (38%), quelle attive nella raccolta, riutilizzo e riciclo dei rifiuti (43,5%), le aziende che si occupano dell’efficientamento degli impianti idrici (4,8%), le attività di pianificazione, bonifica e risanamento del territorio (4,2%), le attività che trattano le acque reflue (8,7%) e infine la aziende dell’energy storage (0,8%).
Il contesto imprenditoriale, in linea con quello del sistema Italia, si caratterizza per l’elevata percentuale di piccole e microimprese, per la maggior parte dei casi società di capitali (il 46,87% del totale). Le imprese hanno una media dipendenti di circa 13 dipendenti e si caratterizzano per una spiccata presenza di lavoratori: le donne, infatti, nel 65% dei casi sono presenti in misura inferiore al 10% degli addetti.
Da un punto di vista territoriale si evidenzia una concentrazione delle aziende green vicina al 44% nell’Italia settentrionale (il 25,1% nel Nord-Ovest e il 18,7% nel Nord-Est). La Lombardia è la regione con la più alta densità di imprese con circa il 13,1%, seguita da Piemonte (9,4%), Toscana (9%), Campania (8,6%), Sicilia (8,1%), Lazio (7,3%), Veneto (6,6%), Emilia-Romagna (6,5%), Puglia (5,3%) e Calabria (5,1%). Roma è la prima provincia italiana con il 4,5% delle aziende, davanti a Torino (3,2%), Napoli con il 3% (prima provincia del mezzogiorno), Milano con il 2,8% e Bolzano con il 2,5%.

In conclusione è interessante il dato riguardante il fatturato. Del 45,5% delle aziende green di cui si conosce il dato, il 14,5% si attesta nella fascia 100.000 - 499.999 €, il 9,8% nella fascia 1.000.000 - 4.999.999 €, il 6,1% nella fascia 500.000 - 999.999 €, il 2,9% nella fascia 5.000.000 - 9.999.999 € e il 3,2% nella fascia 10.000.000 - 49.999.999 €. Agli estremi della distribuzione troviamo i le imprese che fatturano meno di 100mila euro (8,2%) e quelle che, invece, hanno un giro d’affari superiore ai 50 milioni di euro (0,8%).

Tra le prime dieci imprese con il maggiore fatturato troviamo:
1. Hera Spa
2. Ama Spa
3. Acea Ato 2 Gruppo Acea Spa
4. Ireti Spa
5. A2a Ambiente Spa
6. Eni Rewind Srl
7. Fiamm Energy Technology Spa
8. Societa' Metropolitana Acque Torino Spa
9. Herambiente Spa
10. Amsa Spa