LA SILVICOLTURA E L’UTILIZZO DELLE AREE FORESTALI IN ITALIA


In questo nuovo articolo dell’osservatorio iCribis proponiamo un approfondimento sulle imprese che rientrano nella divisione Ateco 02, ovvero quelle che svolgono interventi selvicolturali e attività riguardanti l’utilizzo delle aree forestali.

https://admin.icribis.com/images/12_silvicoltura_italia_infografica.jpg

La silvicoltura (o selvicoltura), dal latino silva (bosco o foresta) e còlere (coltivare o prendersi cura), è nelle scienze forestali il complesso delle attività che permettono di tenere sotto controllo lo sviluppo, la composizione e la qualità di un’area boschiva o forestale, con diversi fini quali la produzione di legname e la conservazione del patrimonio naturale.

Il settore della silvicoltura e la sua distribuzione territoriale

Le oltre 10mila imprese italiane del settore della silvicoltura sono concentrate per circa la metà nella parte settentrionale del nostro Paese. Il 46,9% delle imprese forestali, infatti, ha la sua sede principale nel Nord Italia: il 24,5% nelle regioni del Nord-Est e il 22,4% in quelle del Nord-Ovest. Degna di nota anche la percentuale di imprese forestali nelle regioni del Centro (27,9%) e del Mezzogiorno (il 20,3% nell'Italia meridionale e il restante 4,9% in quella insulare). La Toscana con il 14,9% delle imprese del settore è la regione con la più alta concentrazione di realtà che svolgono attività legate alla silvicoltura in Italia. Completano il ranking regionale il Piemonte (11,5%), la Lombardia (9,1%), il Trentino-Alto Adige (7,8%), la Calabria (7,6%), il Lazio (6,7%), la Campania (5,8%), l’Emilia-Romagna (5,8%), il Veneto (5,4%), l’Umbria (4,1%), la Liguria (3,8%), il Friuli-Venezia Giulia (3,4%), la Sardegna (2,8%), l’Abruzzo (2,8%), le Marche (2,2%), la Sicilia (2,1%), la Basilicata (1,9%), la Puglia (1,4%), il Molise (0,8%) e la Valle d’Aosta (0,1%).

Le attività del settore della silvicoltura

In termini di attività la percentuale più ampia è rappresentata dalle imprese che si occupano dell’utilizzo delle aree forestali. Queste ultime, infatti, rappresentano il 46,4% circa delle imprese forestali presenti in Italia. Seguono le imprese impegnate nella silvicoltura e nelle altre attività forestali (18%), i servizi di supporto alla silvicoltura (5,1%), la raccolta di prodotti selvatici non legnosi (2,1%) e le attività di silvicoltura e utilizzo delle aree forestali (1%).

Le caratteristiche del tessuto imprenditoriale

Il settore della silvicoltura in Italia è caratterizzato da una presenza importante di ditte individuali (73,2%). Seguono le società di capitali con il 15%, quelle di persone con il 9,9% e le altre forme societarie con l’1,9%. Il tessuto imprenditoriale del settore si contraddistingue anche per il ridotto numero di selvicoltori. Infatti, circa sette società su dieci, il 73,9%, ha meno di due dipendenti, il 9,7% tra due e tre, il 7,8% tra tre e quattro, e solo il restante 8,4% più di cinque. Sotto il profilo della performance economica le imprese forestali di cui si conosce il volume d’affari (il 12,1%), si attestano nelle fasce di fatturato medio-basso: il 3,5% nella fascia inferiore ai 10.000 €, il 2,2% nella fascia 10.000 – 49.999 €, l’1,6% nella fascia 50.000 – 99.999 € e il 3% nella fascia 100.000 – 499.999 €. Sono poche, invece, le attività imprenditoriali del settore che dichiarano un fatturato tra i 500.000 – 999.999 € (0,8%), tra 1.000.000 – 4.999.999 € (0,9%) o superiore ai 5.000.000 € (0,1%).

Nella “top ten” delle imprese del settore della silvicoltura con il fatturato più alto troviamo:

  1. Bronchi Combustibili Srl
  2. Sorgenia Biomasse Srl
  3. Consorzio Lavoro Ambiente Soc Coop
  4. Duferco Biomasse Srl
  5. Sicem Saga Spa
  6. Massoni P.E.M. Srl
  7. Ditta Orazio Gugliandolo di Orazio Gugliandolo e C. Srl
  8. Agricola Fratelli Annibali Srl
  9. Umbra Servizi Srls
  10. Ecosfera Srl

LA SILVICOLTURA E L’UTILIZZO DELLE AREE FORESTALI IN ITALIA


In questo nuovo articolo dell’osservatorio iCribis proponiamo un approfondimento sulle imprese che rientrano nella divisione Ateco 02, ovvero quelle che svolgono interventi selvicolturali e attività riguardanti l’utilizzo delle aree forestali.

https://admin.icribis.com/images/12_silvicoltura_italia_infografica.jpg

La silvicoltura (o selvicoltura), dal latino silva (bosco o foresta) e còlere (coltivare o prendersi cura), è nelle scienze forestali il complesso delle attività che permettono di tenere sotto controllo lo sviluppo, la composizione e la qualità di un’area boschiva o forestale, con diversi fini quali la produzione di legname e la conservazione del patrimonio naturale.

Il settore della silvicoltura e la sua distribuzione territoriale

Le oltre 10mila imprese italiane del settore della silvicoltura sono concentrate per circa la metà nella parte settentrionale del nostro Paese. Il 46,9% delle imprese forestali, infatti, ha la sua sede principale nel Nord Italia: il 24,5% nelle regioni del Nord-Est e il 22,4% in quelle del Nord-Ovest. Degna di nota anche la percentuale di imprese forestali nelle regioni del Centro (27,9%) e del Mezzogiorno (il 20,3% nell'Italia meridionale e il restante 4,9% in quella insulare). La Toscana con il 14,9% delle imprese del settore è la regione con la più alta concentrazione di realtà che svolgono attività legate alla silvicoltura in Italia. Completano il ranking regionale il Piemonte (11,5%), la Lombardia (9,1%), il Trentino-Alto Adige (7,8%), la Calabria (7,6%), il Lazio (6,7%), la Campania (5,8%), l’Emilia-Romagna (5,8%), il Veneto (5,4%), l’Umbria (4,1%), la Liguria (3,8%), il Friuli-Venezia Giulia (3,4%), la Sardegna (2,8%), l’Abruzzo (2,8%), le Marche (2,2%), la Sicilia (2,1%), la Basilicata (1,9%), la Puglia (1,4%), il Molise (0,8%) e la Valle d’Aosta (0,1%).

Le attività del settore della silvicoltura

In termini di attività la percentuale più ampia è rappresentata dalle imprese che si occupano dell’utilizzo delle aree forestali. Queste ultime, infatti, rappresentano il 46,4% circa delle imprese forestali presenti in Italia. Seguono le imprese impegnate nella silvicoltura e nelle altre attività forestali (18%), i servizi di supporto alla silvicoltura (5,1%), la raccolta di prodotti selvatici non legnosi (2,1%) e le attività di silvicoltura e utilizzo delle aree forestali (1%).

Le caratteristiche del tessuto imprenditoriale

Il settore della silvicoltura in Italia è caratterizzato da una presenza importante di ditte individuali (73,2%). Seguono le società di capitali con il 15%, quelle di persone con il 9,9% e le altre forme societarie con l’1,9%. Il tessuto imprenditoriale del settore si contraddistingue anche per il ridotto numero di selvicoltori. Infatti, circa sette società su dieci, il 73,9%, ha meno di due dipendenti, il 9,7% tra due e tre, il 7,8% tra tre e quattro, e solo il restante 8,4% più di cinque. Sotto il profilo della performance economica le imprese forestali di cui si conosce il volume d’affari (il 12,1%), si attestano nelle fasce di fatturato medio-basso: il 3,5% nella fascia inferiore ai 10.000 €, il 2,2% nella fascia 10.000 – 49.999 €, l’1,6% nella fascia 50.000 – 99.999 € e il 3% nella fascia 100.000 – 499.999 €. Sono poche, invece, le attività imprenditoriali del settore che dichiarano un fatturato tra i 500.000 – 999.999 € (0,8%), tra 1.000.000 – 4.999.999 € (0,9%) o superiore ai 5.000.000 € (0,1%).

Nella “top ten” delle imprese del settore della silvicoltura con il fatturato più alto troviamo:

  1. Bronchi Combustibili Srl
  2. Sorgenia Biomasse Srl
  3. Consorzio Lavoro Ambiente Soc Coop
  4. Duferco Biomasse Srl
  5. Sicem Saga Spa
  6. Massoni P.E.M. Srl
  7. Ditta Orazio Gugliandolo di Orazio Gugliandolo e C. Srl
  8. Agricola Fratelli Annibali Srl
  9. Umbra Servizi Srls
  10. Ecosfera Srl