I PAGAMENTI IN ITALIA

Secondo il recente Studio Pagamenti presentato da CRIBIS D&B a marzo 2016 circa un’impresa su tre è puntuale nei pagamenti (il 35,1% di quelle totali). Continuano le enormi difficoltà del commercio al dettaglio, mentre si conferma positiva la performance dei servizi finanziari. In Lombardia le imprese più virtuose, in coda quelle della Sicilia. Sondrio la provincia best performer, Caserta la peggiore. Questo in sintesi lo scenario dei pagamenti commerciali che vede assestarsi i ritardi gravi – cresciuti considerevolmente negli ultimi anni – ma che contestualmente mette in evidenza le difficoltà delle imprese italiane nel saldare tempestivamente i propri fornitori.

Solo il 35,1% delle imprese italiane si è dimostrato un pagatore puntuale, la peggior performance da sei anni a questa parte. Il 51,1% paga con un ritardo massimo di 30 giorni, mentre è stabile al 13,8% la quota di coloro che saldano le fatture con oltre un mese di ritardo, percentuale in calo del 12,1% rispetto all’anno precedente ma che è ancora lontana dai livelli pre-crisi. Continuano le difficoltà del commercio al dettaglio, dove solo il 24,9% delle aziende salda i propri conti entro la data stabilita e il 22% ben oltre i trenta giorni (peggioramento del 197,3% rispetto al 2010). Al contrario si conferma il comportamento virtuoso dei servizi finanziari, dove si registra il 45% di aziende che pagano entro il giorno stabilito, il 45,2% entro trenta giorni e solo il 9,8% oltre un mese. La Lombardia con il 45,2% di pagamenti tempestivi (a fronte di una media nazionale del 35,1%) è la regione con le imprese più puntuali, seguono l’Emilia-Romagna (44,9%), il Veneto (44,3%), il Friuli–Venezia Giulia (43,8%), le Marche (39,8%), la Valle d’Aosta (39,1%) e il Piemonte (36,4%). Occupano le ultime tre posizioni del ranking la Campania (20,8%), la Calabria (20,6%) e la Sicilia (18,7%). Le Micro realtà con una concentrazione del 36,2% si confermano il punto di riferimento nella classe di pagamento alla scadenza, ma allo stesso tempo si segnalano anche per una quota di ritardi gravi del 15,1% (+160,3% rispetto al 2010), seguono le piccole imprese (8,6%), le medie (7%) e le grandi imprese (7,2%).