La via della carta in Toscana

La produzione cartaria nasce in Cina, si diffonde in Occidente grazie agli Arabi, ma è soltanto grazie all’apporto dei cartai italiani, prima nelle Marche (Fabriano) e in seguito a Genova, Bologna, in Veneto, Piemonte e in particolar modo in Toscana, che questa viene perfezionata ed elevata a vera e propria arte. Nel numero di questo mese analizzeremo proprio l’industria toscana della carta, realtà solida e riconosciuta a livello internazionale e mondiale. 

Le imprese toscane impegnate nella fabbricazione di carta e relativi prodotti, che pesano sul totale nazionale per circa l’11,5%, si concentrano principalmente tra la provincia di Lucca (30,1%), Firenze (29,2%) e Pistoia (17%), ma anche, seppur in misura minore, nell’aretino (6,6%), nel senese (4,7%), in provincia di Pisa (4,4%), Prato (3,8%), Livorno (1,7%), Massa-Carrara (1,5%) e Grosseto (1%).

A livello settoriale il 38,6% delle imprese è specializzato nella produzione di carta, cartone ondulato e imballaggi (il 34,1% di queste sono in provincia di Firenze), il 20,6% nella fabbricazione di prodotti cartotecnici, l’11,6% nella fabbricazione di prodotti domestici e igienico sanitari in carta e ovatta di cellulosa (di questi il 49,1%  nella provincia di Lucca), l’11,4% nella produzione di carta e cartone e il 9,1% nella fabbricazione di altri articoli in carta e cartone.

Il tessuto imprenditoriale si caratterizza per la presenza massiccia di piccole imprese (il 56,6% del totale), per la maggior parte società di capitali (58%), con una media dipendenti di circa 20,6 unità e un capitale sociale medio che si attesta intorno agli 832.000 euro. Infine è da evidenziare la spiccata presenza maschile: le donne, infatti, nel 44,7% delle aziende sono inferiori al 10% percento degli addetti.