Dulcis in fundo:l'industria dolciaria in Italia.

Da venerdì 13 a domenica 22 la città di Perugia si appresta ad ospitare la 24ma edizione di Eurochocolate. Dieci giorni completamente dedicati al “cibo degli dei”, alimento che possiede un fascino particolare, in grado di emozionare, stimolare e sedurre i nostri sensi. In occasione di questa importante kermesse l’approfondimento mensile, si concetterà sulle realtà imprenditoriali dolciarie italiane, in particolare quelle che rientrano nel classe ATECO 10.82 (produzione di cacao, cioccolato, caramelle e confetterie). 

settore tessile Italia

Le aziende dell’industria a differenza di quelle dell’artigianato dolciario, che ha radici antichissime, hanno origini piuttosto recenti: il 52,7% delle aziende, infatti è stato fondato dopo il 2001. Tra queste, circa un’azienda su quattro ha iniziato la propria attività negli anni 2000, mentre il 27,7% lo ha fatto tra il 2010 e l’anno corrente. Nonostante la generale giovane età del comparto, è significativa la percentuale del 5,4% delle “aziende storiche” (una su tre è stata fondata prima del 1900). 

La distribuzione territoriale è fortemente concentrata nelle regioni del Sud e del Nord-Ovest (entrambe 31,5% del totale), seguono il Nord-Est (13,8%), il Centro (12,8%) e le Isole (10,4%). Nello specifico le regioni col maggior numero d’imprese sono la Campania (19,2%), il Piemonte (16,9%), la Lombardia (10,4%), il Veneto (7,4%), la Sicilia (5,7%), la Sardegna (4,8%) e l’Emilia-Romagna (4,8%).

Il tessuto imprenditoriale si contraddistingue per la marcata presenza di micro realtà (circa il 46,8% del totale) e per a scelta della forma societaria di capitali (il 41,9% contro il 26,3% delle industrie alimentari in generale). Anche la struttura per sesso dei dipendenti mostra degli elementi interessanti: le imprese del comparto, infatti, in linea con la classe d’appartenenza, si confermano prettamente maschili (nel 45,6% dei casi le donne sono meno del 10% della forza lavoro). La differenza di genere non interessa solo la mano d’opera, bensì anche chi è alla guida: nel 71,4% dei casi, infatti, ad essere a capo dell’impresa è un uomo.

Il 47,9% ha un proprio sito aziendale mentre il 9,3% adotta una soluzione e-commerce per vendere i propri prodotti on-line. Dati interessanti che, nonostante siano migliori rispetto alle industrie alimentari in generale, denunciano ancora le resistenze e il rapporto difficile delle imprese con le tecnologie ICT.

 Dell’83,2% di cui si conosce il fatturato: il 42,2% si attesta nella fascia 100.000 - 499.999 €, il 14,2% nella fascia 1.000.000 - 4.999.999 €, l’11,9% nella fascia 500.000 - 999.999 €, il 2,7% nella fascia 5.000.000 - 

9.999.999 €, il 4,4% nella fascia 10.000.000 - 49.999.999 € e l’1,3% nella fascia 50.000.000 - 99.999.999 €. Solo l’1,7% fattura più di 100 milioni di euro, mentre il restante 4,8% fattura meno di 100 mila euro.

Nella “top ten” delle aziende con il maggior fatturato troviamo:

  1.       Nestlé Italiana Spa
  2.       Mondelez Italia Srl
  3.       Perfetti Van Melle Italia Srl
  4.       Lindt & Sprungli Spa
  5.       Irca Spa
  6.       Cloetta Italia Srl
  7.       Dolphin Srl
  8.       Icam Spa
  9.       Nutkao Srl
  10.   Elah Dufour Spa

 

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