CONTINUA LA CRESCITA DELLE STARTUP INNOVATIVE: I NUMERI E I TREND IN ITALIA NEL 2018

VUOI RICEVERE UN’ANALISI PERSONALIZZATA?     RICHIEDILA

 

Gli italiani continuano a credere nelle imprese e in particolare in quelle che innovano. Sono infatti oltre 7.700 a dicembre 2018 gli imprenditori impegnati in progetti di startup innovativa, una crescita di 18,5 punti percentuali rispetto ad agosto 2017. Un universo quello delle startup innovative che si conferma in continua espansione, con ritmi significativamente più alti rispetto alla natalità del mondo imprenditoriale italiano in generale.

panificazione puglia

 

Il merito di questa spinta è delle regioni del Nord-Italia, cui si deve circa il 57% delle startup innovative totali. La distribuzione regionale delle nuove PMI si concentra ancora una volta in gran parte tra Lombardia (25,2%), Lazio (10,4%), Veneto (9,8%), Emilia-Romagna (9,4%), Campania (7,3%), Piemonte (5,3%), Sicilia (4,4%), Toscana (4,3%), Marche (4%) e Puglia (3,9%).

Passando al dato relativo alle province, Milano si conferma di gran lunga quella in cui è concentrato il numero più elevato di startup innovative del panorama nazionale (il 17,4% delle iscritte), incidenza del resto in aumento rispetto agli scorsi anni. Al secondo posto si consolida la posizione di Roma (9,2%), seguita da Bologna (4,8%), Torino e Napoli poco distanti (entrambe con il 3,5%). La top ten è completata da Padova (2,8%), Verona (2%), Bergamo (1,9%), Treviso (1,8%) e Salerno (1,7%).

In alcuni settori economici l’incidenza delle startup innovative è particolarmente alto: gli imprenditori che innovano sono impegnati prevalentemente nella produzione di software, consulenza informatica (26,5%), nella ricerca scientifica e sviluppo (12,7%) e nelle attività dei servizi d’informazione (9%). Il 17,5% del totale delle startup innovative appartiene al manifatturiero, nello specifico aziende che producono computer, prodotti elettronici e ottici (3,4%), macchinari (2,6%) e apparecchiature elettriche (1,6%). Infine è interessante il dato riguardante le startup che operano nel commercio (il 3,8% del totale), di cui l’1,5% sono startup nel mercato dell'e-commerce.

Sul fronte delle performance economiche, premettendo che i dati di bilancio attualmente disponibili, relativi al 2017, riguardano solo il 65,7% del totale, si può apprezzare come solo il 3,2% delle startup abbia un fatturato superiore a 500.000 €, mentre il 45,9% dichiari un fatturato inferiore ai 50.000€ (nello specifico il 32,4% meno di 10.000€ e il 13,5% nella fascia tra 10.000 - 49.999 €). In generale  il valore della produzione medio per impresa nell’esercizio si aggira intorno a 106.000 €. 

Infine permane tra le startup innovative una maggioranza di società in perdita: 58,7%, contro il 41,3% che fa segnalare un utile di esercizio. Come fisiologico per le realtà a elevato contenuto tecnologico, che hanno tempi più lunghi di accesso al mercato, l’incidenza delle startup in perdita risulta sensibilmente più elevata rispetto a quella delle realtà non innovative, dove il dato è pari al 33,3%.

Ragionando sui numeri fin qui esposti, si evidenzia per l’ennesima volta un problema ormai noto: le startup italiane fanno molta fatica a diventare grandi. Ciò che emerge è un ecosistema disperso lungo tutta la Penisola, vitale e in continua crescita, ma dove solo pochi imprenditori sono in grado di trovare un modello di business scalabile, ossia di attirare nuovi investitori capaci di velocizzare la crescita del proprio progetto imprenditoriale.

Nella “top 10” delle startup innovative con il fatturato maggiore troviamo:

1) Banco Energia Spa

2) Eagleprojects Srl

3) Food4u Srl

4) S24 Spa

5) Reset Srl

6) E-Sed Societa' Cooperativa

7) Instal Srl

8) Food Pony Srl

9) Epizza Spa

10) Gma Meccanica Srl