LISCIA O GASSATA? UNO SGUARDO ALL’INDUSTRIA DELLE BIBITE ANALCOLICHE IN ITALIA

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Il mercato delle bibite analcoliche in Italia ha visto susseguirsi annate poco brillanti sotto il profilo delle performance economica, ma nello scorso anno il trend è cambiato. Infatti, almeno nei canali della distribuzione moderna, il mercato ha chiuso con il segno positivo, sia per quanto riguarda i volumi venduti, sia in termini di valore. Secondo i dati IRI, infatti, i volumi delle vendite di bibite sono aumentati dell’1,4%, arrivando così 1.689 Milioni di litri, mentre la crescita del valore è incrementata del 4%, raggiungendo la cifra complessiva di 1.656 milioni di euro.

bevande

L’approfondimento di questo mese è dedicato proprio alle aziende italiane produttrici di bibite analcoliche, che rientrano nella sottocategoria 11.07.00 della classificazione Ateco 2007, riferita all'industria delle bibite analcoliche, delle acque minerali e di altre acque in bottiglia.
A livello territoriale oltre quattro attività su dieci (il 43,7%) si trovano nell’Italia meridionale. Nel dettaglio la distribuzione delle imprese produttrici di bibite analcoliche è per il 31,1% al Sud e per il 12,6% nelle Isole. Seguono il Nord-Ovest con il 23%, il Centro con il 18,1% e Nord-Est con il 15,2% delle attività del settore.
La Lombardia è la regione italiana con la più alta concentrazione di imprese con circa il 12,9% del totale. Completano le prime posizioni della classifica la Campania (12,3%), la Sicilia (9%), il Lazio (7,4%), la Calabria (7,4%), il Piemonte (7,1%), la Puglia (5,1%), la Toscana (4,8%), l’Emilia-Romagna (4,8%), ed infine il Veneto (4,2%).
La popolazione aziendale è eterogenea e frazionata. Infatti, il settore si divide tra una ristretto numero di grandi imprese (l’1,9% del totale) e una moltitudine di pmi, in buona parte microimprese (il 62,8% dei casi totali).
Le forme legali maggiormente rappresentate sono le società di capitali (73,4%), seguite da quelle di persone (14,3%) e le imprese individuali (12,3%). In termini occupazionali il 72,1% delle aziende ha meno di dieci dipendenti, mentre solo il 4,5% ne impiega più di cento. In generale le aziende italiane del settore delle bibite analcoliche hanno una media dipendenti che si aggira intorno alle 28 unità.
Infine le imprese, di cui si conosce il fatturato, circa l’88%, si attestano nella maggior parte dei casi in fasce di fatturato medio-basso: il 3,6% nella fascia 500.000 – 999.999 €, il 23,3% nella fascia 100.000 – 499.999 €, il 4,5% nella fascia 50.000 – 99.999 €, l’1,9% nella fascia 10.000 – 49.999 € e il 14,9% in quella inferiore a 10.000 € annui. Il restante 39,8% dichiara cifre notevolmente più alte: il 15,9%, infatti, si attesta nella fascia di fatturato 1.000.000 – 4.999.999 €, il 7,1,% in quella tra 5.000.000 – 9.999.999 €, l’11,6% nella fascia 10.000.000 – 49.999.999 € e il 5,2% nella fascia di fatturato superiore ai 50.000.000 €.

Nella “top ten” delle imprese produttrici di bibite analcoliche con il fatturato più alto troviamo:
1) Coca-Cola Hbc Italia Srl
2) Acqua Minerale San Benedetto Spa
3) Acqua Sant'Anna Spa
4) Spumador Spa
5) Ferrarelle Spa
6) Pepsico Beverages Italia Srl
7) Acque Minerali D'Italia Spa
8) Società Imbottigliamento Bevande Gassate S.I.Be.G. Srl
9) I.B.G. Spa
10) Società Generale Delle Acque Minerali Spa
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