L’ecosistema delle startup innovative italiane, i dati aggiornati a dicembre 2020

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L’ecosistema delle startup innovative italiane, i dati aggiornati a dicembre 2020
Come di consueto è arrivato il momento di fotografare lo stato dell’ecosistema italiano delle startup innovative. Quali sono le caratteristiche e le dinamiche che lo interessano? Come ha reagito agli effetti della pandemia? Scopriamolo insieme!
Cresce il numero delle startup nonostante la pandemia
Nonostante le enormi difficoltà di questo 2020 non si è spenta in Italia la voglia di innovare e di fare impresa. Anche nell’anno appena trascorso, infatti, cresce il numero degli imprenditori impegnati in progetti di startup innovative, superando così la soglia delle 12mila unità.
L’ecosistema delle aziende innovative, nonostante il duro colpo cagionato dall’emergenza sanitaria legata al Covid-19, non ha interrotto la sua crescita in termini numerici (+41,9% rispetto allo stesso periodo del 2019), confermando ancora una volta un trend estremamente positivo se rapportato al panorama imprenditoriale italiano in generale.

La distribuzione geografica delle imprese innovative
Guardando alla geografia delle startup innovative, il 69,4% si concentra in appena sei regioni: Il 26,6% in Lombardia, l’11,8% nel Lazio, l’8,7% in Campania, l’8,2% in Veneto, l’8,1% in Emilia-Romagna e il 5,9% in Piemonte.
La Campania con 1051 startup totali guadagna la terza posizione nella classifica, confermando il suo ruolo guida di un Meridione dinamico sul fronte dell’innovazione. Il 24,4% delle imprese innovative, infatti, si concentra proprio in questa macro-area dove, oltre alla Campania, troviamo la Sicilia (4,5%), la Puglia (4,1%), la Calabria (2,2%), l’Abruzzo (1,9%), la Sardegna (1,4%), la Basilicata (1%) e il Molise (0,6%).
Luogo prediletto dalle startup innovative rimane la grande città. Infatti, circa 3 imprese su 10, il 31,6%, sono localizzate tra Milano (17,3%), Roma (9,9%) e Napoli (4,4%). Ancora una volta le percentuali descrivono una distribuzione frammentata, che ricalca la concentrazione dei principali incubatori e acceleratori privati e pubblici italiani. Una situazione di debolezza dell’ecosistema che non permette la creazione di sinergie efficaci tra le varie realtà, che risultano così poco competitive nei confronti dei principali hub mondiali dell’innovazione.

Le caratteristiche delle startup innovative
Sotto il profilo aziendale la dimensione prevalente delle startup innovative rimane limitata. Nel complesso, infatti, si parla di imprese piccole, molto spesso giovani, nate per il 57,5% tra il 2018 e il 2020 e per il 38,5% tra il 2015 e il 2017, con meno di tre dipendenti (l’86,8%) e con un fatturato inferiore ad un milione di euro (71%).
A livello d’attività le startup innovative rientrano prevalentemente nella produzione di software e nella consulenza informatica (36%), nel manifatturiero (15,7%), nella ricerca scientifica e sviluppo (13,8%) e nei servizi d’informazione e altri servizi informatici (9,5%).
Migliora significativamente la performance economica. Tra le startup innovative di cui si conosce il fatturato, il 73,1% del totale, aumenta la percentuale di quelle “milionarie” (il 2,1% ha un giro d’affari superiore al 1.000.000 €) e delle imprese che dichiarano tra i 100.000 € e i 499.999 € (il 14,7% del totale). Il 2,9% fattura tra i 500.000 e 999.999 €, il 7,2% tra i 50.000 e i 99.999€ , il 32,7% tra i 10.000 e 49.999€ e il restante 13,5% dichiara un fatturato inferiore ai 10.000€ annui.

Ombre e luci dell’ecosistema delle startup innovative
I dati fin qui esposti restituiscono l’istantanea di un ecosistema caratterizzato da luci e ombre, punti di forza e di debolezza. Da un lato, infatti, emerge la voglia diffusa di creare nuove imprese e di innovare, attitudine tipica di una parte importante del nostro sistema Paese, capace di andare oltre la drammatica situazione che stiamo attraversando.
Dall’altro la “geografia italiana dell’innovazione” si conferma territorialmente disomogenea, concentrata nel Nord del Paese, segue la dorsale adriatica e arriva poi nel Meridione, macro-regione economica in ritardo ma caratterizzata da molte realtà innovative interessanti. Infine, l’analisi sottolinea in maniera chiara la piccola dimensione delle startup, la loro difficoltà nell’individuare modelli di business scalabili e il conseguente scarso appeal nei confronti di nuovi investitori.
Il recente decreto attuativo sul “Fondo Rilancio”, firmato dal Ministero dello Sviluppo Economico con l’intento di rafforzare le startup e le PMI innovative presenti sul territorio nazionale, sembra porre le basi per un definitivo salto di qualità dell’ecosistema. Certo è presto e c’è bisogno di tempo per valutarne gli effetti, ma in prospettiva questa misura lascia ben sperare per lo sviluppo dell’intero sistema italiano dell’innovazione.

Nella “top 10” delle startup innovative con il fatturato maggiore nel 2020 troviamo:
1. Kineton Srl
2. Trade Up Srl
3. Technovation Srl
4. Ecubit Srl
5. Viniexport Srl
6. Information Technology Srl
7. B & Partners Srl
8. Otofarma Spa
9. Greenius Srl
10. Centro Servizi e Distribuzione Srl
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