Il settore enologico

Nella sezione Ateco 2007 riferita alle attività manifatturiere la classe 11.02 è quella che designa “la produzione di vini da uve”. In occasione del Vinitaly 2016 proponiamo un’analisi riguardante il comparto enologico italiano, componente di primo piano per il settore agroalimentare nazionale e punto di riferimento del made in Italy nel mondo.

Le aziende del settore sono dedite per il 67,3% alla produzione di vini da tavola e vini di qualità prodotti in regione determinata, per il 22,6% alla produzione di vini da uve e per il 6,4% alla produzione di vini spumanti, vini liquorosi e vini prodotti da mosto d’uva concentrato. Quest’ultime

Territorialmente le imprese si concentrano per circa il 50,2% nel Sud-Italia e nelle Isole, per il 39,7% al Nord e per il restante 10,1% al Centro. Nello specifico le oltre 18.500 aziende si dividono tra Puglia (15,6%), Sicilia (12,9%), Veneto (12,4%), Piemonte (10,9%), Campania (9,3%), Lombardia (5,9%) e Abruzzo (5,1%), producendo da sole circa il 60% dell’intera produzione nazionale (fonte Istat).

In un settore che genera quasi 9,5 miliardi di fatturato (fonte Coldiretti), le aziende si attestano per il 29,2% nella fascia 100.000 - 499.999 €, per il 13,5% nella fascia 500.000 - 999.999 €, per il 20% nella fascia 1.000.000 - 4.999.999 €, per il 5% nella fascia 5.000.000 - 9.999.999 € e per il 6,6% nella fascia 10.000.000 - 49.999.999 €.

Nonostante i numeri siano di tutto rispetto, le aziende italiane denotano uno scarso feeling con il web e il commercio elettronico: la penetrazione del canale e-commerce è pari allo 0,2%, di molto inferiore a competitor come Francia, Spagna, Cina, Stati Uniti e a un valore medio mondiale che si aggira intorno all’1.8% (fonte Tannico.it). Solo il 4,3% delle imprese del settore si avvale di una soluzione di e-commerce, mentre il 57,7% non possiede neanche un proprio sito istituzionale.