Partita I.V.A. estero

Nell’Unione Europea ogni stato membro possiede un numero identificativo IVA con una propria configurazione. La struttura caratterizzante è costituita dalla quantità di caratteri che compongono il numero, dalla tipologia degli stessi e dall’eventuale presenza nella sequenza di caratteri di codici che identificano un’area geografica oppure un ufficio fiscale nazionale di competenza. L’apertura della partita iva all’estero e all’interno degli stati della Comunità Europea viene definita intracomunitaria o comunitaria. La partita iva estera è composta da un codice numerico, all’interno del quale sono contenuti i due numeri identificativi dello stato di appartenenza. La partita iva comunitaria è una normale partita iva che ha ricevuto l’approvazione da parte dell’autorità competente a intraprendere rapporti commerciali con altri paesi dell’Unione Europea.

Per richiederne l’attivazione, è necessario effettuare una richiesta all’atto di apertura della partita iva attraverso l’apposito riquadro dei modelli AA7 o AA9, oppure successivamente all’avvio, inviando una raccomandata all’Ufficio dell’Agenzia dell’Entrate competente. Gli operatori economici che compiono scambi in ambito comunitario hanno la possibilità di effettuare un controllo sulla validità dei numeri di identificazione iva dei loro potenziali clienti attraverso il sistema di verifica della partita iva comunitaria, il VIES (acronimo di Vat Information Exchange System). Quest’ultimo rappresenta un complesso di scambi automatici di informazioni riguardanti l’iva tra le amministrazioni finanziarie degli stati membri dell’Unione Europea, il quale risulta obbligatorio dal 1° gennaio del 1993. Tutti gli agenti commerciali qualora volessero svolgere operazioni intracomunitarie hanno l’obbligo di registrarsi gratuitamente al VIES, così da consentire un controllo sul volume delle loro transazioni economiche. Inoltre i dati contenuti nel VIES vengono aggiornati in tempo reale.

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